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02-05-2018 08:45 - modificato 02-05-2018 08:48
almeno non costringessero a pagare il canone, quand'è così
vada per le tv commerciali, quelle posso anche capirle, si reggono sulle pubblicità e che facciano quello che vogliono
ma la tv pubblica...
qual è la vocazione della tv pubblica?
quale intento si propone?
inseguire le commerciali o rispondere alle esigenze di chi la sovvenziona?
migliorare, proporre modelli di vita e pensiero, sottoporre un modello di svoir faire , arricchire culturalmente?
io non chiedo opera e Shakespeare tutte le sere( i maron glaces preferisco mangiarli già confezionati piuttosto che cucinarmeli da solo davanti alla tv)ma almeno un po' di respiro
riducessero le reti e con i proventi del canone campassero decentemente
ho sempre pensato(e qui sono molto serio anche se rischio di sembrare un bacchettone di prima categoria) che l'influenza delle soap opera e delle telenovelas , al di là del boom di Pamela e Sue Ellen registrate all'anagrafe, abbia determinato un reale decadimento presentando modelli di vita sballati
non è che prima l'adulterio fosse sconosciuto; ma almeno era vissuto con una certa segretezza e vergogna che determinavano, per il coniuge tradito, un certo appoggio sociale.
oggi invece è giustificato in nome del motto ' inseguiamo l'amore' ; chi tradisce è perchè cerca il vero amore ed è giustificato nel farlo, mentre chi viene tradito è automaticamente colpevole di non aver esercitato le sue attrattive nel tempo
non voglio dire che il divorzio non abbia la sua ragion d'essere;quando c'è incompatibilità non è corretto rimanere insieme
ma nemmeno sentirsi giustificati ad oltranza con recidive sentimentali/sessuali
Nei programmi la competenza , la serietà e la professionalità(anche semplicemente linguistica) è un optional guardato anche con una certa noia e sospetto; l'errore ripetuto,la scoordinazione , l'approssimazione e l'incompetenza sono indice, anche qui,di veridicità.
c'è un risvolto alla base di tutta questa faccenda ovviamente sottile ma palese indotto dai modelli televisivi; l'emulazione
si imita la mediocrità che vediamo , la si ricerca, la si giustifica
il miglioramento personale diventa completamente privo di riferimenti, è a carico del singolo in un mare di 'famolo strano' che travolge con le sue ondate indiscriminatamente ogni campo della prassi comune
non si cerca di presentare l'eccellenza sottolineandone la possibilità di raggiungimento con un sano ed alacre lavoro; in nome del 'tutti hanno diritto' si giustifica ogni pantomima di guitti di terz'ordine , siano essi da palcoscenico che nella vita reale.
il risultato è....la tv spenta
almeno la potessimo pagare 'a consumo'.....