almeno non costringessero a pagare il canone, quand'è così

 

vada per le tv commerciali, quelle posso anche capirle, si reggono sulle pubblicità e che facciano quello che vogliono

 

ma la tv pubblica...

 

qual è la vocazione della tv pubblica?

quale intento si propone?

inseguire le commerciali o  rispondere alle esigenze di chi la sovvenziona?

migliorare, proporre modelli di vita e pensiero, sottoporre un modello di svoir faire , arricchire culturalmente?

 

io non chiedo opera  e Shakespeare tutte le sere( i maron glaces preferisco mangiarli già confezionati piuttosto che cucinarmeli da solo davanti alla tv)ma almeno un po' di respiro

 

riducessero le reti  e con i proventi del canone campassero decentemente

 

ho sempre pensato(e qui sono molto serio anche se rischio di sembrare un bacchettone di prima categoria) che l'influenza delle soap opera e delle telenovelas , al di là del boom di Pamela e Sue Ellen registrate all'anagrafe, abbia determinato un reale decadimento presentando modelli di vita sballati 

 

non è che prima l'adulterio fosse sconosciuto; ma almeno era vissuto con una certa segretezza e vergogna che determinavano, per il coniuge tradito, un certo appoggio sociale.

 

oggi invece è giustificato in nome del motto ' inseguiamo l'amore' ; chi tradisce è perchè cerca il vero amore ed è giustificato nel farlo, mentre chi viene tradito è automaticamente colpevole di non aver esercitato le sue attrattive nel tempo

 

non voglio dire che il divorzio non abbia la sua ragion d'essere;quando c'è incompatibilità non è corretto rimanere insieme

 

ma nemmeno sentirsi giustificati ad oltranza con recidive sentimentali/sessuali

 

Nei programmi la competenza , la serietà e la professionalità(anche semplicemente linguistica) è un optional guardato anche con una certa noia e sospetto; l'errore ripetuto,la scoordinazione  , l'approssimazione e l'incompetenza sono indice, anche qui,di  veridicità.

 

c'è un risvolto alla base di tutta questa faccenda ovviamente sottile ma palese indotto dai modelli televisivi; l'emulazione

si imita la mediocrità che vediamo , la si ricerca, la si giustifica

 

il miglioramento personale diventa completamente privo di riferimenti, è a carico del singolo in un mare di  'famolo strano' che travolge con le sue ondate indiscriminatamente ogni campo della prassi comune 

 

non si cerca di presentare l'eccellenza  sottolineandone la possibilità di raggiungimento con un sano ed alacre lavoro; in nome del 'tutti hanno diritto' si giustifica ogni pantomima di guitti di terz'ordine , siano essi da palcoscenico che nella vita reale.

 

il risultato è....la tv spenta

 

 

almeno la potessimo pagare 'a consumo'.....