- Contrassegnare come Nuovo
- Preferito
- Iscriversi
- Disattiva notifiche
- Iscriversi a feed RSS
- Evidenziare
- Stampare
- Segnalare contenuto inappropriato
in data 22-07-2012 17:54
Allora, dico la mia a entrambe le gentili signore:
Federica, mi meraviglio di te: io che non sono toccato dalla Fede continuo ad avere fiducie nel genere umano, non come l' insieme di esseri umani che mi circondano, ma come l'Idelae che ha saputo raggiungere le grandi vette del Pensiero, dell'Etica, del Dovere. se abbiamo in noi anche solo il significato di questi concetti, è perchè siamo Uomini, ese abbiamo saputo formularli e in tempi diversi applicarli, vuol dire che potremo farlo ancora.
Tu poi poni la tua fiducia nella nostra Trascendenza, quindi non devi scoraggiarti.
Natalia, la decisione di lasciare l'Italia è degna di rispetto. Io non sono patriottico, non amo l'Italia più di altri Paesi, non ritengo che essere nato qui sia un privilegio. Se mio figlio crescendo imparerà le lingue, sarò contento se deciderà di vivere altrove. ma il discorso su Falcone e Borsellino è diverso.
secondo me le scelte e le decisioni non sono giuste o sbagliate a seconda dell' effetto che creano, del risultato che raggiungono: sono giuste o sbagliate in sè. Combattere la mafia e morire in nome di questa guerra ha ottenuto risultati giustificativi di questo sacrificio? Probabilmente sì, visto che la Mafia ha perso quell'alone di magnificenza e fascino che aveva prima, e si è rivelata alla maggioranza come la semplice organizzazione a delinquere che è. Ma essa esiste ancora, e quindi è ammissibile anche l'opinione che questi morti si siano sacrificati per nulla. Ma quindi l'azione di combattere e morire è diventata sbagliata in quanto forse inutile? NO. L'azione era ed è GIUSTA IN SE', e andava fatta. E' la spinta a fare il proprio dovere, a reagire alle prepotenze. Una cosa che personalmente ritengo sempre giusta, costi quel che costi, per non far prevalere il principio che è la Forza ad assegnare il Diritto, ma la Ragione, al fine di respingere i barbari che, anche se non li vediamo, sono sempre alle nostre porte.
Scusate la retorica.