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in data 17-05-2013 23:51
Vediamo.
Quando si dibatte il riconoscimento di alcuni elementari diritti alla coppie conviventi (dello stesso o di diverso sesso) eccoti che i "cattolici" dei vari schieramenti fanno blocco unico contro ogni e qualsiasi provvedimento..
Quindi, tanto per citare due eclatanti esempi, due persone che decidono di convivere per vari motivi: una coppia che decide di non convolare a giuste nozze, due vedove che si mettono insieme per dividere le spese salvaguardando la loro magra pensione o due gay si trovano, in seguito alla morte o alla malattia di uno dei due, gravemente discriminati.
In caso di morte se il contratto d'affitto era intestato al defunto l'altro si trova sbattuto fori senza tanti complimenti non avendo il diritto al subentro
Nel casi, invece, in cui uno dei due si trovi ricoverato in ospedale al convivente, non essendo parente, è quasi sempre rifiutata la possibilità di assistere l'altro convivente..
Però, se uno dei componenti della coppia (del medesimo o di diverso sesso) convivente è un parlamentare eccoti che i "cattolici" dei due schieramenti non trovano nulla a che ridire ma sono d'accordo con tutti gli altri nell'approvare in quattro e quattrotto un provvedimento che riconosce ai conviventi dei parlamentari i medesimi benefici (che sono tanti e che nessun normale cittadino si sognerebbe mai) riconosciuti ai conviventi dei parlamentari regolarmente coniugati.
Tanto per aumentare i privilegi.
Un buongiorno, un per favore e un grazie a corredo delle domande non dovrebbe essere faticoso darli.