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in data 26-05-2013 23:48
Allora, l'argomento è pregno di implicazioni.
Cominciamo con lo sgombrare il campo da un luogo comune che sento ripetere spesso ma so per esperienza personale non corrispondere a verità: in nessun ospedale si chiede a chi assiste un malato lo stato di famiglia: se un vicino dichiara di essere un cugino o se un cugino dichiara di essere un figlio gli si crede sulla parola: infermieri e medici non fanno gli ufficiali giudiziari.
Per il resto sono d'accordo con Lei: il Cattolicesimo da anni si è arenato su una visione della viota ormai arcaica e socialmente superata, e questo perchè da sempre esso è la religione dello Stato, e quindi difende ciò che lo Stato ha deciso per proprio comodo. La "famiglia" così come è concepita ora non è un fatto di natura: il riconoscimento paterno (a cui dobbiamo l'ereditarietà del cognome) serve solo a stabilire chi deve mantenere il figlio. In natura (la natura che i cattolici citano sempre) gli animali sociali come l'uomo non hanno la figura del padre come educatore, ma solo come procreatore: l'educazione è compito delle femmine dell'intero branco. A fini di mantenimento e di trasmissione di eredità e privilegi si è deciso di creare la struttura familiare che conosciamo, e che perpetuiamo da secoli. Non dico che fare il padre non sia splendido, ma non vedo perchè non si debba accettare il fatto che è un costume che si sta evolvendo.