Il leone da tastiera ha bisogno di un pubblico. Senza spettatori, senza “like” o reazioni indignate, il suo ruggito si spegne. È un animale sociale che finge di disprezzare la società, ma in realtà la cerca disperatamente.

Gli studiosi parlano di deindividuazione online e di “effetto anonimato”: in pratica, quando nessuno ti vede in faccia, ti senti libero di dire ciò che altrimenti non diresti mai. Altri sottolineano il bisogno di attenzione:

il leone da tastiera non vuole vincere la discussione, vuole vincere la scena. C’è poi la dinamica della proiezione: frustrazioni personali che diventano cartucce da sparare su Facebook, LinkedIn o sotto un articolo di giornale. In fondo, è più facile attaccare uno sconosciuto che affrontare i propri problemi.