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in data 26-06-2014 17:55
Tornando al tema del thread, vi è una caratteristica inconfondibile delle campagne europee. Ne sapevano
qualcosa i carristi tedeschi che nel dopoguerra raccontavano le loro vicissitudini ad amici o conoscenti.
Mentre la campagna francese ma anche quella tedesca, sono distese quasi lineari con macchie circoscritte,
laghetti, e colture piane di cereali, e lavanda dove l'occhio si perde letteralmente, la campagna italica è tutto
il contrario. Gobbe sul terreno, dossi, corsi d'acqua, colture alternate, colline, collinette, macchie con costruzioni,
muretti, deviazioni, ponticelli, fossi, cascinali, salite, discese per brevi tratti, casupole, altri dossi, recinti, recinzioni più
ampie, in un susseguirsi di elementi che ben poco lasciano respirare lo sguardo. Ecco perchè è relativamente
facile individuare un esterno nostrano o no. Nel sud le cose cambiano un pò, ma il nostro poi, è un paese superaffollato
con una forma nevrotica per l'urbanizzazione. Ed è anche questa la ragione per cui il guazzo del foresto sembra una
veduta da sogno nonostante sia confinato in un'epoca precisa.