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in data 22-04-2015 15:45
E' bello Von ogni tanto abbandonarsi ai ricordi di quei tempi.
Quandro entravo in quello che allora per me era l'enorme atrio nella vecchia scuola elementare immancabilmente
il mio sguardo cercava il manifesto appeso sulla parete alla destra della grande scala in pietra grigia
che portava alle aule del piano superiore.
SE TROVATE UN OGGETTO SIMILE NON TOCCATELO era il perentorio ordine a caratteri cubitali che campeggiava sopra lo spiegazzato foglio e sotto l'immaginedi un bambino con la magliettina a righe scosso dal pianto per una ferita alle mani
e una tragica scena alle sue spalle dove uno scoppio dilaniava altri bimbi.
Forse oggi un manifesto così non sarebbe permesso ma allora rendeva bene l'idea e incuteva la paura
terrorizzando e affascinando al tempo stesso.
A fianco un altro manifesto con tutte le tipologie di bombe e granate che ancora potevi trovare con facilità nei boschi nei prati,
sul greto del fiume.
"Cosa fai se ne trovi una ?" era la domanda che ci si faceva e io, in cuor mio non sapevo dare una risposta.
La passione per tutto ciò che di militare aveva anche solo il colore
già lavorava e la prova la ebbi qualche anno dopo nel letto del fiume insieme a mio fratello, io dodicenne e lui otto anni.
Si passava le giornate a giocare tra i sassi, nelle pozze di acqua a dare la caccia ai pesci, a costruire rifugi con rami e tronchi
portati dal fiume e una volta all'anno a cercare tra le montagne di fango che venivano scaricate sul greto del fiume dal tenebroso tunnel di scarico del canale che partiva dalla diga/paratoia e correva parallelo al fiume.
Tra il fango spunta una punta conica e subito l'occhio cade lì, la tocco e cerco di smuoverla dalla morsa fangosa ma inutilmente.
Mi ci aggrappo con entrambe le mani e tiro a più non posso finchè il fango cede di schianto e io cado all'indietro tra le sterpaglie con questo in mano ............................. pazzi sicuramente perchè mi presi anche la briga pur non conoscendo cosa avevo trovato
di tornare, dopo la prima fuga precipitosa, e svitarne la testa nell' acqua del fiume liberando il suo contenuto alla corrente.
Fortuna volle che era da esercitazione !!!