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in data 08-01-2013 16:34
vale sempre la destinazione (il valore più basso tra limite paese destino e 79.534), usare una valuta diversa dalla propria non penso implichi nulla basta rispettare i limiti previsti,
ma per sicurezza chiedi conferma al commercialista
amazon ha una partita iva italiana esclusivamente per la logistica (magazzino, stoccaggio, imballaggio, consegna merci...) che appunto dà lavoro a migliaia di persone, fattura parecchio e versa molte tasse ( non è vero che non paga un euro in italia )
ma sono briciole rispetto al business delle vendite che sono fatte con l'ennesima società in lussemburghese su un sito/server estero, ovvero siamo noi ad andare da loro e secondo questa tesi le tasse le pagano là
ma è un ragionamento che non vale per l'esportazione di merci o meglio vale purchè si rimanga nei volumi elencati nella tabella sopra (tutti noi vendiamo in europa senza avere pi in ogni nazione)
e qui scatta il doppio vantaggio del paradiso fiscale che non solo offre loro tasse ridotte sugli utili ma anche un specie di protezione negando le richieste di scambio informazioni con altri stati e favorendo poca trasparenza (diversamente nessuno andrebbe lì....)
in questo modo possono fare i loro comodi in piena legalità
di fatto però trattandosi di vendita di merci con tanto di logistica nei vari paesi non si riesce a mantenere nascosti quei volumi tanto facilmente .....