Odessa scrive una inesattezza.

 

La regola c'è eccome ed è Legge dello stato, ovvero il Codice civile.

 

Anche le transazioni tra privati sono soggette alla Legge, non scherziamo, altrimenti sarebbe il Far West.

 

Uno dei cardini di una transazione tra privati è la conformità del bene o del servizio promesso, se la conformità non c'è e quindi c'è un vizio del bene acquistato, l'acquirente ha diritto ad un deprezzamento o addirittura alla risoluzione del contratto senza costi per lui.

 

Salvo ovviamente che il vizio, il difetto, fosse già stato reso noto all'acquirente e che questi lo avesse già formalmente accettato.

 

"Guarda è un dibattito sempre aperto e mai risolto."

 

No!  Semmai DA ANNI SI FA CONFUSIONE, ed è cosa ben diversa, tra ciò che PayPAl può fare e ciò che invece prevederebbe la Legge.

 

PayPal non può prelevare al venditore più soldi di quanti ne abbia gestiti durante il pagamento, sia per motivi contrattuali sia per oggettivi problemi tecnico legali (a cominciare dal fatto che non conosce la somma spesa per il reso).

 

Ma se l'oggetto è effettivamente non conforme l'acquirente ha diritto PER LEGGE a ricevere in rimborso ANCHE le spese di reso, senza se e senza ma, ed anche se non c'è PayPAl di mezzo o se PayPal non può rimborsarle.

 

Semmai si può obiettare che non sempre c'è uniformità di vedute sulla conformità dell'oggetto tra le due parti in causa, ma questo se permettete è tutt'altra cosa.

 

Ciao

#stay safe = keep the distance + use the mask + pay only with PayPal