Il problema in un acquisto a distanza è sempre lo stesso: fare acquisti con il cervello. Poi intervengono leggi e regolamenti che servono non per fare in modo che tu ti possa non curare di metterci la testa nelle cose che fai, ma di proteggerti se esista una ingiustizia che subisci.

 

Il primo punto è legittimo. Può scrivere quello che vuole e consigliare quello che meglio crede,. Può anche scrivere che non si assume responsabilità in caso di spedizione di prioritaria, ma purtroppo per lui alcune resonsabilità le ha per legge e non se ne può disfare a semplice sua volontà. Per cui, o dimostra di avere spedito, ed esistono metodi validi di dimostrazione anche per la prioritaria sempre che riesca a produrli di fronte ad un eventuale giudice, oppure rimarrà con il problema di dovere dimostrare la spedizione in caso di smarrimento e non riuscendoci rimborserà. 

Che poi abbia la libertà di scrivere quello che crede non ci piove. Il problema è che quello che crede non ha alcuna efficacia legale.

 

Il secondo punto è legittimo in maniera assoluta ed anche per le regole di Ebay, la quele ti dice chiaramente anche quando fai una proposta di acquisto che il costo di spedizione nella proposta non è per niente previsto. Quindi non viola alcuna regola del sito il non garantire una spedizione in caso di proposta di acquisto. E stai pure tranquillo che tu non riuscirai mai a pagare prima di una sua nota di addebito in un caso come questo, perché te la fa semplicemente contestuale all'accettazione della proposta. Ed Ebay non avrà mai nulla da eccepire in merito. E' una cosa legittima, legale, e bravo pure che te lo dica in anticipo, così lo sai bene prima e non potrai mai vantare diritti od invocare ingiustizie che invece non subisci.

 

Il terzo punto con il recesso non centra un tubo. Parla di malfunzinamento e quindi di oggetto in garanzia. La sua regola proposta nell'offerta è una clausola vessatoria e pertanto è semplicemente nulla, a meno che tu non dichiari espressamente e coscientemente, di volerla accettare. Infatti le norme sulla garanzia parlano di scelta dell'acquirente, che può quindi chiedere la sostituzione o la riparazione, sempre che non risultino troppo onerose per il venditore, altrimenti, nell'impossibilità di queste opzioni, la risoluzione del contratto. Il contratto si risolve sempre con la resa della spesa sostenuta oltre alla compensazione di ulteriori costi per perdite sostenute eventualmente da una delle parti contraenti.

Anche in questo caso quindi lui può scrivere quello che crede ma la legge è un'altra.

 

Questa è la storia come dovrebbe girare e tutto il resto è pura accademia. 

 

Naturalmente i principi deontologici imporrebbero che tu non ti infili in un ginepraio in maniera forzosa se la metà od anche più degli accordi che ti propone non ti vanno bene.

Se uno vuole stipulare un contratto di vendita con qualcun'altro si suppone che si cerchi l'accordo e che si voglia perfezionarlo al meglio. Se le premesse non ci sono che senso ha un acquisto del genere?

So bene che quando si vede un'offerta per un bene che si vorrebbe acquistare scatta la tendenza a credere che tale bene ci appartenga ancora prima di perfezionarne l'acquisto, ma non è così.

 

Quindi una inserzione come questa dovrebbe avere la sua naturale prosecuzione con una vendita verso chi accette queste condizioni senza nulla eccepire. E siccome questo qualcuno è molto raro da trovare, si imporrebbe che un tale oggetto rimanesse invenduto e che il venditore vanamente tentasse di piazzarlo senza riuscirci (alla fine capirà che non è il caso di continuare prima o poi), oppure che lo acquisti effettivamente chi non abbia nulla da sindacare in merito.

 

A questo scopo tu non mi pari il più adatto e quindi il consiglio di lasciare perdere che già ti è perfvenuto più volte, è quantomeno saggio.