Il venditore è prorpietario della merce in vendita ed un contratto per potere essere perfezionato deve nascere bene, ovvero avere il reciproco consenso allo scambio. Se questa base non esiste non esiste nemmeno il contratto e non esiste nessuno, nemmeno un giudice, che lo possa obbligare a vendere se lui non vuole.

Aveva uno scontrino che ha messo in fotografia e lo scontrino si è deteriorato. All'acquirente la cosa non va bene? Pace e fine di tutte le transazioni!

Il venditore non ha una parte di quanto  promesso, l'acquirente non ha pagato nulla il contratto non si chiude perché manca l'accordo reciproco sulla vendita e sui suoi termini. Non vedo nulla di scandaloso in questo e nemmeno il motivo di dovere più o meno accampare supposte ragioni da parte di qualcuno. Non c'è accordo, non si vende e non si paga.

La truffa è del tutto inesistente perché la truffa è l'ingannare qualcuno con artificio o ricatto al fine di un illecito guadagno (cosa che non si è verificata dal momento che lui dice chiaramente che lo scontrino è corrotto, ha informato di questo l'acquirente e non ha incassato nulla), l'inganno non si rileva, il passaggio di denaro neppure, quindi le denunce sono minacce equivalenti all'aria fritta.

Si annulli tutto e basta. E se fossi il venditore, proprio in linea di assoluto principio, constatando la situazione, mi rifiuterei categoricamente di vendere e di incassare qualunque cosa da un acquirente con il quale è impossibile trovare accordo.

Ciao.