lumacci
Utente della Community

Questo articolo è inutile come lo era le altre volte (almeno quattro) che è stato pubblicato in questo forum. Se lo rileggi bene non parla per niente del caso che dici tu prima. E se leggi bene quell'articolo di legge che hai citato prima, assieme ad un altro quintale di cose, parla di redditi "da attività commerciale occasionali". Che cosa è secondo te una "attività commerciale"? Un diletto che ogni tanto qualcuno fa per guadagnarci qualche spiccio o qualche cosa di ufficiale? E se non fosse così che bisogno avrebbe quel famoso articolo di citare tutte quelle casistiche compresa la suddetta attività commerciale? Sei un pochino fuori strada. L'articolo giornalistico che citi dice semplicmente che non è obbligatorio avere la partita IVA per potere vendere (e questo già lo sapevamo), ma ti dice anche che se lo fai al fine del guadagno la devi invece avere (leggilo bene, c'è proprio scritto),

Il caso dell'articolo 67 invece è proprio quello che ti dico io. Dopo tanti anni di commercio ed iscrizione ad associazioni di categoria che su questi temi organizzano convegni, danno consulenze ecc. ecc. è una cosa molto nota. Esiste questa distinzione semplicemente perché le partite IVA che si riattivano temporaneamente, per evitare di dovere rimettere in moto tutti i versamenti obbligatori di una attività commerciale continuata, possono portare nella sezione "redditi diversi" l'incasso (cosa che altrimenti sarebbe illegale) proprio per il carattere di casualità. Ma si tratterebbe sempre di una vendita commerciale (ovvero con ricarico, fatturazione regolare ecc. ecc.). La distinzione è solo questa. Stop. E naturalmente non significa per niente che un privato possa mettersi a fare "commercio occasionale" per hobby.