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in data 12-12-2005 14:51
Rispondo a Gilacor:
dato per scontato tutto ciò che hai detto per Il Comune
per la Camera di Commercio quando vai ad iscrivere la ditta nella sezione ATTIVITÀ NON AGRICOLE ESERCITATE NELLA SEDE vanno indicati la data di avvio (che non può essere futura) e i tipi di attività non agricole effettivamente esercitati presso la sede (commercio al dettaglio di ..., produzione di ..., noleggio di ..., agente di commercio per ..., ecc.).
Qualora si esercitino più attività va indicata per prima quella ritenuta prevalente. , tenendo conto del
criterio del volume d’affari.
Vanno quindi indicate le categorie di prodotti e servizi trattati (alimentari, mobili, oggetti preziosi,
immobili, ecc.).
Non sono ammesse espressioni generiche; ad esempio, se un soggetto inizia l’attività di commercio al
dettaglio di abbigliamento non può indicare “commercio al dettaglio di non alimentari”, ma “commercio al dettaglio di abbigliamento”.
Se l’attività è soggetta a preventiva iscrizione in Ruoli, Albi, e simili si compila il quadro 15.
Se l’attività è soggetta a preventiva autorizzazione, licenza ovvero denuncia o comunicazione ad altra
autorità occorre compilare i quadri 16 e 17.
Se nella sede è esercitato il commercio al dettaglio in sede fissa va sempre compilato il quadro 18.
Ai fini Iva deve essere dichiarata nel riquadro B l'attivita' esercitata abitualmente e rilevante ai fini IVA ossia la tua attivita' PREVALENTE; nel riquadro G1 puoi descrivere le attivita' esercitate abitualmente e rilevanti ai fini Iva con uno specifico codice attivita' senza specificare le categorie merceologiche.
Rispondo che il codice attivita' (ora definito ATECOFIN)
è fondamentale poichè esistono dei codici che fiscalmente non sono soggetti agli Studi di Settore.
Se vi è un vincolo tra quello che si dichiara di vendere in CCIAA e l'Iva? Direi di si.
Spero di essere stata esaudiente e buona giornata a tutti!
dato per scontato tutto ciò che hai detto per Il Comune
per la Camera di Commercio quando vai ad iscrivere la ditta nella sezione ATTIVITÀ NON AGRICOLE ESERCITATE NELLA SEDE vanno indicati la data di avvio (che non può essere futura) e i tipi di attività non agricole effettivamente esercitati presso la sede (commercio al dettaglio di ..., produzione di ..., noleggio di ..., agente di commercio per ..., ecc.).
Qualora si esercitino più attività va indicata per prima quella ritenuta prevalente. , tenendo conto del
criterio del volume d’affari.
Vanno quindi indicate le categorie di prodotti e servizi trattati (alimentari, mobili, oggetti preziosi,
immobili, ecc.).
Non sono ammesse espressioni generiche; ad esempio, se un soggetto inizia l’attività di commercio al
dettaglio di abbigliamento non può indicare “commercio al dettaglio di non alimentari”, ma “commercio al dettaglio di abbigliamento”.
Se l’attività è soggetta a preventiva iscrizione in Ruoli, Albi, e simili si compila il quadro 15.
Se l’attività è soggetta a preventiva autorizzazione, licenza ovvero denuncia o comunicazione ad altra
autorità occorre compilare i quadri 16 e 17.
Se nella sede è esercitato il commercio al dettaglio in sede fissa va sempre compilato il quadro 18.
Ai fini Iva deve essere dichiarata nel riquadro B l'attivita' esercitata abitualmente e rilevante ai fini IVA ossia la tua attivita' PREVALENTE; nel riquadro G1 puoi descrivere le attivita' esercitate abitualmente e rilevanti ai fini Iva con uno specifico codice attivita' senza specificare le categorie merceologiche.
Rispondo che il codice attivita' (ora definito ATECOFIN)
è fondamentale poichè esistono dei codici che fiscalmente non sono soggetti agli Studi di Settore.
Se vi è un vincolo tra quello che si dichiara di vendere in CCIAA e l'Iva? Direi di si.
Spero di essere stata esaudiente e buona giornata a tutti!