gongobul
Utente della Community
Caro Corelmust, purtroppo non sono cavolate e, se permetti, io non dico la mia ma riporto leggi e documenti fiscalmente rilevanti, diciamo così (come le circolari del ministero).
Il confine tra collezionismo e commercio è molto più labile di quel che sembra, specie per gli accertatori. Esempio: è prassi degli antiquari dire - in caso di contestazione - che il bene acquistato/venduto è riferibile alla sfera personale del commerciante piuttosto che alla propria attività. Potrebbe essere: vendo quadri e uno me lo tengo per me. Ma per il fisco - e ci sono circolari sul tema - la prima cosa che deve fare l'accertatore è verificare se c'è evidente commistione o confusione tra beni aziendali e bene personali (la cui compravendita non paga le tasse..!).
Lo stesso principio vale per il collezionismo: se ci campo, col collezionsmo, faccio attività commerciale ai fini Iva senza ombra di dubbio. Certo, posso anche scambiare fumetti a tonnellate senza farci una lira... ma, anche qui, non è il profitto a definire una attività come commerciale, sennò tutte quelle in perdita non sarebbero tali...
Vedi, non è poi così semplice e immediato e, diciamo, va visto caso per caso.