gongobul
Utente della Community
Sterpos, non ci siamo, scusa. Tu dici:
"E' evidente che non conosci i collezionisti e il mondo del collezionsimo.
Non c'è regola, non ci sono canali definiti, quasi tutto è lasciato al caso, alla fortuna, al fiuto del collezionista.
Lo stesso pezzo pagato una fortuna dopo qualche anno può non valere nulla e viceversa.
"
Il problema non è mai il collezionista in genere, ma il collezionista che perde la sua natura di "folle" e decide di trarre un qualche profitto dalla sua passione.
Io colleziono di tutto: penne, orologi, tazze, magliette dei concerti, dischi... ma non ho mai pensato, e se lo facessi sarei pazzo, che quel che faccio mi può portare qualcosa in più che l'appagamento della mia passione. Il collezionista spende per definizione, e non vende, al più scambia. Non vuole profitto, insomma.
Chi lo vuole, cambia il cappello, e diventa commerciante, casomai di cose che ama e conosce, ma sempre commerciante. E questo dovrebbe essere chiaro a tutti....