A parte che è difficilissimo anche solo seguire quello che dici perchè non parrebbe che tu abbia molta confidenza con la punteggiatura (che non è un optional), tutti questi discorsi con il tema della domanda centrano molto poco.

 

Le poste accettano affrancature in lire che siano emesse dal 1967 in poi e naturalmente queste devono corrispondere a l'equivalente in Euro ri-convertito secondo la formula di valore Euro-Lira.

 

Le accettano perchè i francobolli sono delle tasse pagate e quindi hanno il loro valore ancora oggi anche se sono in lire. 

 

I valori precedenti al 1967 invece non vengono accettati perchè a quel tempo le affrancature erano sottoposte a date di scadenza.

 

Quindi l'impiegato di cui parli, se i francobolli sono di quelle annate o sucessive, li deve accettare e basta. Naturalmente ha anche il diritto di chiederti la differenza in euro se i valori in lire non coprissero la spesa totalmente.

 

Siccome l'Euro vale molto più della lira significa anche che una spedizione in euro vuole un notevole quantitativo di francobolli che, per legge, devono comunque stare ben visibili attaccati alla facciata principale della busta senza coprire i settori fondamentali di indirizzo e mittente.

 

Per inciso, un francobollo da 800 lire, per esempio, vale 0,41 Euro e se si volesse affrancare una lettera raccomandata con questi pezzi, bisognerebbe utilizzarne almeno 13 e non sarebbero pochi. Per valori piccoli la quantità aumenta ancora di più, ed è forse questo il motivo per il quale molti operatori fanno opposzione o mettono ostacoli a questi usi, oltre alla letterale ignoranza del fatto che i francobolli in lire abbiano ancora valore fruibile per le spedizoni.