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in data 19-06-2013 04:03
IL DIAVOLO E DINTORNI (di Riccardo)
Lo incontrai una notte in un locale di terz'ordine in Sottoripa, dove poco prima mi ero esibito.
Lo scarso pubblico che aveva assistito alla performance, aveva oramai lasciato il locale.
Mentre mi attardavo sul piccolo palco per sistemare le mie cose e riporre lo strumento nella custodia: mi accorsi di uno strano tipo intabarrato, avvolto dalla penombra, occupava ancora una delle sedie in fondo la sala.
La cosa mi incuriosì, decisi di avvicinarmi.
Era proprio brutto.
Dai lunghi scarmigliati e radi capelli unti e bisunti, spuntavano bozzi carnosi
sparsi in più punti del cranio. I lineamenti del viso, erano veramente fuori dal comune:
Un lungo naso deforme troneggiava al centro del volto.
Sopra gli occhi che parevano mostruosi abissi, passavano due cespugli selvatici.
Altre piccole cisti sparse qua e là sulla faccia, facevano capolino dalla barba anch'essa rada e incolta.
Sì, era proprio un cesso!
Eppure, qualcosa di indefinibile, gli conferiva un fascino irresistibile.
Presi coraggio; chiesi:- Sei Niccolò?
- Certo! Chi credi che sia...tua nonna?!
Senza degnarmi di uno sguardo, prese la piccola custodia che stava accanto ai sui piedi, l'aprì e imbracciò il violino.
Attaccò col moto perpetuo. Apriti cielo!
Ma cosa suonavo a fare io!
Intanto, il gestore del locale che di regola non chiudeva mai dopo la mezzanotte
perchè voleva evitare tutti i balordi che a quell'ora girano in quella via:
-Dai Riccardo! Ma non ne hai mai abbastanza? Ci mancava pure il barbone ubriaco, stasera! Come sarà entrato....
- Ma...
- Niente ma! Potresti dire al tuo amico di riporre quella specie di violino stonato?
-cooosaaaaa.....? Il cannone stonatooooo!!?????????
- Senti, qua c'è la paga di fine settimana. Ora, per favore...si chiudeeee!!!.
Una volta usciti, ci avviammo sotto i portici con appresso le nostre rispettive custodie. Ancora rapito da quello che poco prima avevo ascoltato, continuavo a scrutarlo
mentre gli ero a fianco.
Camminava a testa alta, guardando dritto di fronte a sè.
Si capiva conosceva bene quei luoghi.
Mi ricordai che apprese i primi rudimenti musicali, nella chiesa di S. Lorenzo, proprio a due passi da li.
Forse, voleva ritrovare le sue radici..
In quel momento, sentendomi come uno di quei botolini che arrancano dietro il proprio padrone, azzardai: - Dove si va?
Eravamo nella parte più buia e antica dei portici
Si fermò:- Qui, possiamo parlare indisturbati. Non ti facevo così tonto
- In che senso?
- Ti pare tutto normale, non percepisci niente di insolito...?
- In effetti...però sai, non è che mi ponga molte domande. Non mi interessano i motivi
degli eventi. Mi interessano le cose in sè
- Bene! Allora tagliamo corto: La cosa che più brami?
- Veramente, non desidero niente. Oltre.....
- Siiiiii..?
- Bè, vorrei diventare il più grande solista, di tutti i tempi!
Scoppiò in una sinistra risata:
- Sei anche spiritoso! Forse, non sei tonto come sembri. Sai bene, il più grande interprete che abbia mai attraversato questo misero mondo, sono ioooo!
- Quindi... non è possibile? Allora, non mi interessa! Perchè non suoni ancora qualcosa?
Non raccolse la richiesta fuoriluogo.
Altra risata:- Non credo il tuo maggior desiderio sia quello di raggiungere tale meta, con un simile mezzo. Sembrerebbe tu non abbia prezzo. Che ne pensi della vita?
- In che senso?
- Uffa! Ma sei scemo!!!? ti offro la possibilità di prolungare la tua esistenza di molti anni. Allora?
- Di quanto?
- 300 anni.,Vanno bene....?
- Pensavo, con un patto di questo genere, si potesse ottenere l'immortalità!
- L'mmortalità l'immortalità, l'eternità...sciocchezze! Il tempo che ho da dedicarti
sta per scadere. Decidi!
- Certo certo....c@zzo! 300 anni...sì sì, va benissimo. Dove devo firmare?
- Frena la tua smania! Questo non è un film o letteratura. La tua anima va preparata.
Così com'è, non ha valore alcuno
- Immaginavo, non fosse come nei romanzi. Cosa dovrei fare?
- Dovrai uccidere!
- Capisco. Non so se riuscirò...però, 300 anni non sono pochi, sarebbe fantastico. Per un pezzo non dovrei preoccuparmi di morire. Chissà: con tutti questi anni a disposizione, potrei riuscire a superare anche la tua bravura.
Alzò il cespuglio sinistro e gli occhi divennero due strette fessure scintillanti:
- Sai bene, questo, non è possibile..
-.......................Accetto!
- Bene! quando avrai macchiato la tua anima, ci ritroveremo in questo stesso posto. Sigleremo il patto col sangue. Attento a te! Gli accordi verbali, con me: vanno rispettati.
- Non mancherò! -
Non mi avvidi del momento preciso in cui svanì. Mi guardai attorno, mentre da lontano mi giungevano le biscrome della danza delle streghe
- Ehi ehii!!.....ma!...Questo, non è un tuo brano. Mi aspettavo il trillo del diavoloooo....- Urlai
- Che banalitàaaaaaa!!!Ahahahahahahah.......banalità...ahahah..nalità.....ahahahahah..lità..-
La risata, rimbalzò da un'arcata all'altra, per allontanarsi sempre più, fino a smorzarsi definitivamente
Tesi ancora l'orecchio: Niente!
Ora, avrei dovuto incamminarmi verso l'auto che distava ad un chilometro da li. Ricordando non era raro imbattersi in furfanti e lestofanti d'ogni spece, mi passai la custodia sotto il braccio per meglio proteggerla.
Avrebbe potuto fare gola a qualcuno
- quelli s'attaccano a qualsiasi cosa- Pensai
Poi, mi venne in mente poteva anche essere l'occasione giusta.
Non ho rimorsi per aver venduto l'anima al diavolo!
andate al...dal diavolo anche voi!
Fine