non volevo scrivere, troppo intimo, ma in un libro di Guy de Maupassant  (In famiglia) ho letto questo brano che sento troppo.

"... Si fermò, irrigidito da un impetuoso ritorno di disperazione.
Fu come se un lampo di luce avesse illuminato d'improvviso tutta la vastita della sua sofferenza; e l'incontro di quel soffio errante lo gettò nell'abisso nero dei dolori senza conforto.
Si sentì il cuore straziato da quella separazione senza fine.
La sua vita era tagliata in due e l'intera sua giovinezza spariva inghiottita da quella morte.
Ogni cosa legata a una volta era finita; ogni ricordo dell'adolescenza svaniva; nessuno avr
ebbe più potuto parlargli delle cose passate, delle persone conosciute un tempo, del suo paese, di lui stesso, dell'intimità della sua vita trascorsa: una parte del suo essere aveva finito di esistere..."

il tempo però ci porta a convivere con tutto questo, non ne cambia la sostanza ma ne placa l'insopportabile violenza.
ciao Stella, ciao Rik,  mary.







OGNI PERSONA è UN ABISSO - VENGONO LE VERTIGINI A GUARDARCI DENTRO.