CREATORE___________ (di Riccardo)
 
Appena la luce rossastra enfatizzata dalla potente lente lo investe, un riflesso incondizionato ùgli fa tirare su il capo di scatto. Bestemmia più volte e, intanto, per attenuare il leggero bruciore, ùù
col dorso della mano si stropiccia l'occhio sinistro appena investito dal lampo accecante.
Così facendo, non fa che aumentare il fastidio, decide non persistere oltre
 Mentre le palpebre a stento riescono ad arginare la lacrima che si è formata,
apre l'anta di un mobile in metallo, sul retro c’é uno specchio. Si avvicina col volto fino quasi a toccarne la superficie, poi con l'indice tira verso il basso la pelle della palpebra inferiore, la lacrima scorga
e inizia a colare verso la narice. ne ferma la discesa passandoci sopra il dorso della mano, per poi asciugarsi le dita sul camice. 
 
Ora può vedere il rossore che il reticolato di capillari irritati, conferisce alla parte bianca dell'occhio. Impreca nuovamente, strizza un paio di volte le palpebre e intanto scosta il viso dallo specchio tirando su la schiena di scatto. Una volta in posizione eretta, ruota il collo a sinistra fino a che lo specchio
non gli rimanda un tre- quarti del  volto. Si passa le dita a mo’ di pettine tra i lunghi capelli grigiastri, corruga il sopracciglio per assumere un'espressione più intensa , si auto-compiace.
Rilassa i muscoli facciali e rigira il capo fino a trovarsi in posizione frontale. L'immagine riflessa
è quella di un volto antico; quello che maggiormente colpisce è lo sguardo: sotto le spesse
e irregolari sopracciglia scure, scintillano occhi simili a  fiammelle all'acetilene.
Nell'insieme, l'immagine riflessa emana una certa sacralità: il camice che indossa sembra brillare
di luce propria tanto è candido ed il suo riverbero gli illumina il viso conferendogli un'aria
di onniscienza.
Pervaso da un sentimento di sontuosità, si rimira ancora per alcuni istanti, poi chiude l'anta e si volta verso il tavolo da lavoro. 
E' molto adirato. Per un attimo pensa seriamente di interrompere la sperimentazione, ma la sua curiosità smoderata prevale sulla collera e decide di continuare. 
 
Non aveva calcolato,  in così poco tempo l'evoluzione avrebbe raggiunto uno stadio tanto avanzato. Infatti, mentre per lui erano passate poche ore, sul vetrino la coltura era progredita di millenni.
Un intero universo si era formato.
Proprio mentre si stava interrogando su questo paradosso temporale,  attraverso le lenti
del potentissimo microscopio, rapito, osservava un piccolo pianetino dove le sue creaturine avevano raggiunto uno sviluppo tecnico da poter viaggiare tra le galassie, all'improvviso, il lampo l'aveva quasi accecato!
 
Memore di questo, apre un cassetto dal quale tira fuori un paio di occhiali dalle spesse lenti:
dovrebbero essere sufficienti a proteggere i suoi occhi.
Dopo averli inforcati piega la schiena, si avvicina con cautela al microscopio e vi accosta l'occhio destro, visto  l'altro gli da ancora fastidio. Non riesce a vedere molto, il bagliore è ancora presente, gli occhiali tengono bene ma tutto risulta sfocato.
Tocca alcune manopole dello strumento in modo da rallentare al minimo lo scorrere delle immagini
così da mettere meglio a fuoco l'intera visione. 
Ora, riesce a distinguere una piccola astronave che staziona in un punto preciso del cosmo.
Non le da molta importanza, preferisce concentrare l’interesse su un pianeta dove la vita è fiorita:
acqua, animali, vegetazione lussureggiante, bipedi superiori che poco prima erano semplicemente protozoi, ora popolano le loro città. La loro attività è frenetica: si affannano a riprodursi, lavorare, inventare nuove tecnologie, creare nuove leggi che regolano le loro società. 
 Nonostante avesse regolato al minimo il dispositivo di decelerazione, tutto continuava a scorrere
a velocità vertiginosa sotto il suo sguardo attento. 
Un' attimo della sua vita chissà a quanti anni corrispondeva nella materia sul vetrino del microscopico universo. La sua intera esistenza, sarebbe equivalsa all'eternità. 
Pervaso da un sentimento di onnipotenza, si culla per un attimo in questo pensiero e non si accorge
il bagliore si è fatto più intenso.
 
Dall'altra parte, gli esseri dell'astronave attendevano l'esito del lancio di un missile all'antimateria effettuato anni prima e diretto verso il centro del buco nero. In quel punto avevano avvistato qualcosa
di sconosciuto. Pur non sapendo di preciso cosa fosse, ritennero comunque la scoperta una minaccia extraterrestre per il loro mondo. 
Ad un tratto, il bagliore diventa un lampo accecante e, contemporaneamente, un'esplosione
manda in frantumi l'intero microscopio a neutrini. Schegge appuntite lo investono in pieno viso strappandogli un urlo di dolore.
Con un gesto veloce toglie gli occhiali anch'essi scheggiati per l'impatto della piccola esplosione.
Li  scaglia a terra Imprecando contro il padreterno. 
 Si precipita verso l'anta del mobile dove sul retro c’é lo specchio e controlla non aver riportato ferite gravi.
Alcune piccole schegge appuntite si sono infilzate attorno agli occhi e piccoli rivoli di sangue gli colano fino sul collo. Fortunatamente, aveva messo gli occhiali di protezione, altrimenti, ora sarebbe  cieco.
Con una pinzetta estrae dalla carne le piccole schegge e, dopo essersi disinfettato, guarda cosa’è rimasto del microscopio.
E' andato completamente in pezzi ma, con sorpresa, nota che il vetrino è rimasto pressoché intatto.
Con delicatezza, sblocca i due fermi che lo fissano alla base di quello che fino a poco prima era uno strumento capace di ingrandire atomi e molecole miliardi di volte, fino ad entrare nella materia stessa.
lo prende tra le dita, lo solleva verso la lampada e vi guarda attraverso come potesse vedere qualcosa.
 
Per un po’ lo fissa intensamente con sguardo disgustato. 
Quindi, apre un piccolo contenitore in alluminio, lo adagia al suo interno e lo ripone in una centrifuga, per ora ferma.
 
L'esperimento é parzialmente fallito!
 
Pensa  dovrà apportare consistenti modifiche allo sviluppo delle sue creaturine.
Tra non molto saranno travolte da cataclismi di proporzioni gigantesche, carestie e pestilenze. 
Ignare che il giudizio universale le attende, continuano a moltiplicarsi, progredire, lavorare,
a creare leggi per le loro società... 
 
Poveri piccolissimi esserini, dovranno affrontare l'ira di Dio.
Per averlo quasi accecato e fatto piangere!