G8 - Genova 2001 - potete ben vedere qui quanti black block e pericolosi violenti estremisti sono stati "giustamente repressi" dalle forze dell'ordine nell'adempimento del loro dovere.

"...a Genova furono mandati 18mila rappresentanti delle “forze dell’ordine”, di tutti i reparti, in uniforme blu, in uniforme nera, in tuta aderente con casco accessoriato, con scudo di plexiglas, con lacrimogeni non omologati, con il micidiale manganello tonfa.
Vennero preparati, addestrati, bombati, con l’ordine e la licenza di massacrare a piacimento.
Contemplando anche l’ eventualità di un morto o di TANTI MORTI.
Si mise in cantiere una strage, con tanto di body bags (sacche per i cadaveri) in quantità, un ospedale attrezzato a camera mortuaria, un decreto che sospendeva ogni possibilità di colloquio tra i fermati e i loro legali, quattro carceri furono in parte svuotate per far posto alla massa prevista degli arrestati.

La mattanza di Genova, dice il giornalista Enrico Deaglio, «è stata preparata e poi è stata attuata”

In una logica militare golpista qualcuno, più in alto, ordinò di dimostrare che, volendo, con le regole democratiche ci si pulivano il culo.
Qualcuno, più in alto, volle mandare un messaggio.
“Se vogliamo, se non ve ne tornate a cuccia, se non state zitti, questo lo possiamo fare e ripetere”.
Il messaggio è arrivato a destinazione ?
Ha funzionato ?

Un ragazzo è morto, tanti sono rimasti feriti, altri torturati a Bolzaneto, altri ancora finiti nella “macelleria messicana” della Diaz.
I responsabili individuati e condannati, nessuno ha scontato nulla, anzi, nel loro ambito hanno fatto spesso carriera (come quei politici, Fini e Castelli in primis, presenti a Genova nel caserme in quei giorni, a “coordinare”)

Genova 2001 è stato un esperimento.
Uno dei tanti compiuti in Italia (Italicus, stazione di Bologna etc etc) sulla pelle della gente."



ROMA - 12 aprile 2014 - la prima protesta esplicitamente rivolta contro il governo Renzi.

...La seconda carica della polizia, accompagnata da un altro lancio di lacrimogeni, esonda in piazza Barberini e via del Tritone e non lascia scampo: tutti sono travolti, nessuno escluso—incappucciati, manifestanti pacifici, famiglie, passanti. È il panico più totale: la folla corre alla rinfusa, ondeggia, tossisce e grida.
Mi copro il volto per smorzare gli effetti dei lacrimogeni e nel frattempo cerco di evitare di finire investito dalla calca. Davanti a me una signora di mezza età frana a terra e viene soccorsa da altri manifestanti.
La polizia usa i manganelli in modo indiscriminato, aprendo teste e fermando chiunque gli capiti a tiro.
Diverse persone cadono, vengono prese dalla polizia, sono travolte dalla folla in fuga e rimangono a terra—compresa la coppia di ragazzi che è già diventata il simbolo della giornata.



Se queste sono “cariche di alleggerimento”, come le ha definite il capo della polizia Alessandro Pansa, davvero non riesco a immaginare che conseguenze possa avere una carica vera e propria...

Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera (non esattamente un quotidiano estremista), ha detto che “quello che sconcerta è l’atteggiamento della polizia, che ha lasciato che questi manifestanti … restassero oltre un quarto d’ora in via Veneto… e poi li hanno caricati invece di farli sfollare. Un atteggiamento abbastanza incomprensibile, perché che era evidente che in uno spazio così stretto, con centinaia di persone che a quel punto si erano ammassate sotto il Ministero, poteva finire nel peggiore dei modi. E infatti così è andata.”


mary, "zecca manifestante pacifica".


 

 



OGNI PERSONA è UN ABISSO - VENGONO LE VERTIGINI A GUARDARCI DENTRO.