- Contrassegnare come Nuovo
- Preferito
- Iscriversi
- Disattiva notifiche
- Iscriversi a feed RSS
- Evidenziare
- Stampare
- Segnalare contenuto inappropriato
in data 20-08-2013 12:59
«Ai bagnanti - scrive Ayusya - Vogliamo ricordare che le meduse, come qualsiasi animale, hanno una vita propria, un proprio percorso, una propria motivazione di esistenza e nessuno si deve arrogare il diritto di spezzare un ciclo vitale per motivi effimeri. Non ci sono meduse mortali nel Tirreno. Ma se il fastidio psicologico è tale da non sopportare la vicinanza di un abitante del mare, il turista potrà sempre andare altrove».
Naturalmente mi aspetto che l'illuminato redattore della ponderosa affermazione ed i suoi associati siano propensi ad "andare altrove" abbandonando la casa costruita sul territorio che appartiene anche agli altri animali, nell'eventualità neppure troppo remota che a causa di una imprevedibile moltiplicazione dei ratti, i loro alloggi umani possano essere indispensabili alle loro colonie "rattine" senza venire irrazionalmente indotti a temere la potenzialità che i ratti hanno di azzannare.
Ciò indipendentemente dal reale pericolo di trasmettere sia cosucce come leptospirosi, sia quelle malattie "psicologicamente fastidiose" come le pestilenze.
In rispetto alla ratio del nostro, mi offro fin d'ora ad aiutarlo gratuitamente nel suo trasloco, purché vada altrove piuttosto che interrompere un ciclo vitale importante e storico quale quello di quei graziosi roditori, portatori dello Yersinia pestis (batterio quindi a sua volta titolare di vita propria) che 1347 e il 1351 pur sterminando oltre 50 milioni di europei risparmiò inopinatamente i suoi ascendenti.
Per inciso dello Yersinia esiste ancor oggi una discendenza che risulta responsabile diretta della morte di oltre 2000 persone all'anno.
Certo le meduse non conducono alla morte (almeno non gli esseri gli esseri umani.......), ma la coerenza è coerenza e la vita non ha gironi di serie a come i celenterati e i beagle e di serie b come il norvegicus o le blatte.