Mi complimento.

Finalmente una esposizione onesta, circostanziata e soprattutto esente da ipocrisia salottiero/neurotica.

Per parte mia, qualcuno ovviamente mi conosce, capito qui proprio per la mera curiosità di vedere se ci sia in giro qualche animalista.

Mi reputo amico degli animali infatti, cosa che -già detto anche questo-  mi impedisce di castrarli, costringerli in due locali in città, vestirli come dei clown o tosarli come cocotte con tanhto di fiocchettini.

Riconoscoquidi  la superiorità delle bestie sugli animalisti, tale che ignoro dove  un cane,  trasformato in peluche, privato del sottopelo e magari profumato di j'adore e privato delle soddisfazioni sessuali, trovi quell'amore e quella sopportazione che gli impedisce di azzannare alla gola l'umano autore di queste carognate che si dichiara suo protettore.

Non sconfiniamo poi -per amor di patria- nei dubbi di quando questo strano amore si espliciti talvolta in manifestazioni che non nomino. 

Non so quanto i corridoi di raffinate golosità di cui sono ormai colmi i supermercati non contengano animali uccisi per la gioia di poterli offrire a bestiole ormai tanto instupidite che, se venissero "liberate",  morirebbero di fame. Ignoro anche se dalle scatolette degne dei gourmet legati al guinzaglio, bardati di museruola, ma serenamente accomodate nei carrelli, in modo che possano appoggiare il loro ano dve poi altri avventori metteranno il loro cibo, siano state bandite le carni destinate all'alimentazione animale e ricavate dalle mattanze dei delfini o di altri animali difesi a chiacchiere attorno al thè coi pasticcini, certo e comunque la catena alimentare si interrompe,  con le dovute eccezioni e soprattutto limitatamente alla  teoria, solo  allo scalino dell'uomo vegetoanimalista.

Una battaglia assurda e persa in partenza sotto la falsa bandiera di non voler infierire sugli esseri viventi (ma solo se graziosi e soprattutto pantegane escluse), sapendo ed ignorando volutamente che anche l'universo vegetale è dotato di terminazioni nervose ed di sensibilità tali da far registrare, in presenza della forbice del potatore, esattamente gli stessi  grafici di terrore rilevabili su un animale che percepisce di essere condotto a  morte. Che poi non strilli non significa che non senta dolore, ma solo che non sentendone l'agonia, qualcuno si sente eroicamente pietoso poiché non mangia carne, se non quella muta. 

Ma se il confine tra flora e fauna è solo arbitrario, converrebbe riflettere anche sull'origine della vita, le teorie delle pozze di marea e la formazione della cellula primigenia, praticamente: finitela di illudervi e di accusarci, siete cannibali come noi, ma ipocriti.

Ma voglio offrire una chance almeno all'onestà di pensiero. Voglio credere alla buona fede degli animalisti, ma non mi bastano la liberazione dei beagles (carini vero?), o il già citato deliquio sino allo svenimento di una vergine davanti al banco di ghiaccio tritato in un ristorante a tre stelle dopo aver malamente criminalizzato  un ristoratore vi  teneva esposte le aragoste, vi do appuntamento invece presso i macelli delle grandi città, dove vi vedrò volentieri fermare senza delirare la mano islamica che provvede alla macellazione halal dei capi di bestiame, o quella israelita dell'omologo procedimento di macellazione kosher. Entrambe le religioni affermano che si tratti del modo più indolore per l'animale, ad entrambi i credo personalmente non muovo la minima critica e ne rispetto assolutamente  la tradizione, per la testimonianza diretta, chi più degli animalisti saprà cogliere le sfumature di questa prassi in modo da intervenire secondo il vero spirito radicale  che muove le loro coscienze.

A proposito, sapete che si incomincia a pensare che anche le pietre abbiano un "comportamento" e che varino di dimensioni ?

 Riflettiamoci, qualora si decidesse di criminalizzare anche i vegetariani, capaci di sottrarre a milioni i semi, germogli della vita ed a cibarsene indifferenti alla strage che compiono. Se dovessero rivolgersi ai sali minerali contenuti nei graniti, temo che le cose non cambierebbero poi  molto.

Auguri, poi magari di fronte alle sindromi inevitabili, provate a pensare che, da bravi animalisti, avreste dovuto rispettare anche il più stupido degli animali,  purtroppo è  il genere al quale  anche voi appartenete.