Al piego di libri hanno accesso tutti quanti, privati compresi, ed il concetto dell'ammissibilità non è la pubblicità ma il fatto di costituire prodotto editoriale. Il concetto di spedizione agevolata è dovuto al fatto che prodotti editoriali che diffondono cultura deve essere agevolato e questo è un fatto che avviene non solo in Italia ma in gran parte dei paesi europei.

 

La spedizione con piego di libri è quindi non legata al concetto pubblicitario, ma alla metodica di spedizione. Anche perché un abbonamento postale costa meno di un piego di libri.

 

Ma una rivista che perde la sua funzione editoriale iniziale inedita, diventa un oggetto in forma editoriale come un'altro e chiaramente un oggetto che prende una valenza collezionistica e culturale intrinseca in maniera del tutto assoluta e quindi è prefettamente utilizzabile il piego di libri e non si commette alcun reato.

 

Infatti anche libri, atlanti, fumetti ed altro hanno spesso delle forme pubblicitarie al loro interno e non violano mai il concetto di spedizione del piego di libri, che tra le altre cose è sancito da una legge dello stato e non è certo dalla volontà delle poste che è mero concessionario del servizio.

 

E non si tratta mai di una questione puramente economica, ma del semplice fatto di agevolare la diffusione di queste cose come lo stato spesso agevola in ben altri campi centinaia di categorie che poi agiscono commercialmente su questi.

 

A mio parere non è mai una osservazione corretta valutare le situazioni dal mero punto di vista economico. Tutto in una nazione per i servizi che vengono dati ha un costo. Ma questo certamente non significa che sia ingiusto sostenerlo.