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Minacci DENUNCIA per Feedback negativo

jamegoduria
Utente della Community

Venditore che mi minaccia di denuncia ai carabinieri nonchè sposensione dell'account ebay e di tuttò ciò che consegue per un mio feedback negativo in seguito alla mia ricezione di un oggetto ASSOLUTAMENTE non conforme alla descrizione, rovinato, vecchio, usato, graffiato, sbeccato e pieno di polvere che per poco non mi causava una crisi respiratoria (sono allergico).
Il feedback io l'ho cambiato in positivo, ma non ho nessuna intenzione di sottomettermi alle minacce da negozi su e bay gestiti da autentici ladri e mascalzoni che minacciano poveri utenti come me che, evidentemente, non hanno neanche più il diritto di esprimere un parere. Ci terrei a sottolineare che io ho le foto dell'oggetto ricevuto, e, oggettivamente, questo non può essere considerato nuovo da nessuna persona con un minimo di raziocinio. Aspetto una risposta da voi, poichè io non sono esperto di queste cose.

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paolik65
Utente della Community

Non è per nulla vero nemmeno dal punto di vista strettamente legale che un feedback negativo è sempre diffamatorio se non in caso di truffa.

 

Anche una semplice violazione al "codice del consumo" che ognoi venditore DEVE rispettare può fare avere con ragione un feedback negativo, purchè si rispetti, nel rilasciarlo il principio del "diritto di cronaca".

 

in altre parole:

 

- Il feedback negativo deve avere utilità pubblica per gli altri compartori secondo il pricipio del diritto di cronaca

- ci si deve attenere RIGOROSAMENTE ai fatti

- si deve usare un linguaggio asettico e moderato.

 

---

 

Tratto da questo scritto di un Avvocato:

 

Ho amaramente notato, che è nata un pò di paura nel lasciare un feedback negativo in quanto, si minaccia la denuncia per diffamazione.
Non fatevi spaventare, se per un lato è vero per un altro lato è falsissimo!
E vi spiego il perchè:

Il Diritto di critica, come il Diritto di cronaca, è disciplinato dall’art 21 della Costituzione Italiana il quale, nel primo comma, recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.

Ciò implica come ogni avvenimento può essere sentenziato da qualsiasi cittadino ed è legittimato a farlo dalla Costituzione.
Il diritto di cronaca consiste nel diritto a raccontare i fatti per come accadono, con ogni mezzo ritenuto idoneo. Tale diritto deriva direttamente dalla norma che tutela la libertà di espressione, sancita dall'art. 21 della Costituzione della Repubblica Italiana.
Il diritto di cronaca si applica in primis ai giornalisti. Con i propri articoli, un giornalista ha il diritto a raccontare dell'avvenimento di un evento di pubblico interesse. Il diritto di cronaca si estende a chiunque, anche non iscritto all'albo dei giornalisti, voglia raccontare ad altri vicende avvenute. Il diritto di cronaca si manifesta quindi attraverso la narrazione di fatti, rivolgendosi alla collettività indiscriminata.
(caposaldo della Costituzione, art 21, e della Dichiarazione universale dei diritti umani, art 19)
Limiti del diritto di cronaca:
Esistono dei limiti ai quali attenersi: prima di tutto il fatto raccontato deve essere vero; la forma d’esposizione deve essere chiara, non ridondante ma soprattutto civile, non offensiva e consona al buon costume; inoltre l’evento deve attirare l’interesse pubblico alla conoscenza dello stesso e per questo dovrà rispondere dei requisiti di attualità, utilità sociale e pertinenza (cioè devono essere usate le sole notizie necessarie al racconto della notizia).
La Giurisprudenza ha stabilito che i fatti da raccontare devono essere filtrati in base ad un limite coscienziale, selezionando cioè gli avvenimenti il cui interesse possa essere condiviso dalla maggior parte del pubblico.
   - Tutela della personalità altrui
   - Obbligo inderogabile del rispetto della verità sostanziale dei fatti
   - Rispetto degli ideali della lealtà e della buona fede
   - Obbligo a rettificare notizie inesatte e a riparare eventuali errori
   - Rispetto del segreto professionale sulle fonti delle notizie
Limiti del diritto di critica:
L’avvenimento per il quale si esprime il giudizio deve stimolare l’interesse pubblico alla conoscenza delle varie opinioni a favore o contrarie ad esso. Questo vuol dire che non si può giudicare o rendere pubblica una notizia che riguarda i fatti privati di perfetti sconosciuti. Se la critica deve generare una reazione da parte del suo pubblico (che sia positiva o negativa), allora deve toccare avvenimenti dei quali la comunità può sentirsi partecipe, per i quali sia incuriosita e stimolata a dover dire la sua. È su questo che trova il suo fondamento il diritto di critica.
Un’altra accortezza che si deve avere quando si manifesta una propria idea è la continenza con la quale si fa. La forma espositiva infatti deve essere chiara, provocatrice ma non offensiva e immorale.

-Importante-
Nell'ordinamento giuridico italiano, si ha una pluralità di fonti di produzione (leggi); queste sono disposte secondo una scala gerarchica, per cui la norma di fonte inferiore non può porsi in contrasto con la norma di fonte superiore (gerarchia delle fonti). nel caso in cui avvenga un contrasto del genere si dichiara l'invalidità della fonte inferiore dopo un accertamento giudiziario, finché non vi è accertamento si può applicare la "fonte invalida".
Al primo livello della gerarchia delle fonti si pongono la Costituzione e le leggi costituzionali (fonti superprimarie).
poi via via tutte le altre...
NB:
Per risolvere la presunta antinomia di norme fra l'articolo 21 della Costituzione e gli articoli 594 e 595 del codice penale (diffammazione), si fa generalmente riferimento alla nozione di limite del diritto.
In sintesi, perché operi la scriminante, è necessario, come detto sopra:
 a) che vi sia un interesse pubblico alla notizia;
b) che i fatti narrati corrispondano a verità;
c) che l'esposizione dei fatti sia corretta e serena, secondo il principio della continenza.

Detto questo vi saluto,
e non abbiate timore di marcare ladri e venditori truffaldini con l'etichetta che si spettano!
E' un sacrosanto diritto della Costituzione Italiana!


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