in data 17-10-2014 16:23
17-10-2014 17:22 - modificato 17-10-2014 17:23
@my-happy-price ha scritto:
Fondamentalmente è tutto a carico suo. prima spedizione,restituzione e seconda spedizione? Perché si usa la stessa metodologia delle spese di spedizione in italia che se sono segnate a parte non vanno all'interno dell'eventuale rimborso? L'unica roba che mi romperebbe è un giudizio negativo per questa cosa qua che ormai sti feedback da parte degli acquirenti è na scure..
purtroppo in questo non ti possiamo aiutare...dialoga con il tuo acquirente e fagli capire che l'errore che devi rimediare non è da attribuirsi a te e che sei disponibilissimo nei suoi confronti ma che le spase dovrà sostenerle lui
N.B.
Poi se vuoi fare un 50% di sconto per andargli incontro ulteriormente...aiuterebbe a far bella figura e chissà mai ad un ulteriore acquisto da parte sua!!!
17-10-2014 17:45 - modificato 17-10-2014 17:48
Roberto secondo me non è questione di opinioni, anche se non ho certezze sicuramente c'è una regola a cui attenersi.
Nel commercio a distanza uno dei problemi è appunto quello della vestibilità (nelle calzature si parla di calzata), quindi la scelta di una determinata misura non necessariamente può essere classificata come errore, perchè anche a parità di misura ogni modello può avere una calzata diversa e quindi una vestibilità diversa.
Per questo esiste il recesso e per questo la legge tutela sempre la parte contrattualmente più debole, cioè chi sceglie a distanza e paga in anticipo senza poter provare e/o vedere di persona l'oggetto acquistato.
Ed è quindi per questo che in caso di recesso, di questo sono CERTISSIMO, la Legge impone al venditore di rimborsare tutto (spese incluse) ed all'acquirente (se specificato dal venditore, altrimenti nemmeno questo) di farsi carico SOLO DEL RESO.
La variabile incontrollabile della situazione del nostro amico è la sostituzione, ma io ritengo in base al buon senso che si possa gestire in sostanza come un recesso ma con la sola variante che al posto del rimborso il venditore deve spedire un altro prodotto.
Riassumendo:
- l'acquirente restituisce a sue spese;
- il venditore spedisce l'oggetto in sostituzione dopo aver ricevuto il reso, il costo della seconda spedizione verrebbe compensato dal fatto che la prima sarebbe comunque da rimborsare all'acquirente.
(so che questo contraddice quanto ho scritto in precedenza ma quando mi sono accorto dell'errore il precedente post non era più editabile)
Ma sarebbe necessaria una conferma.
Ciao
in data 17-10-2014 17:52
Certo Alf.
Allora mi rimetto alla conferma di Mister...con cui ieri abbiamo piacevolmente dialogato su un 3D per un diritto al risarcimento per spedizione erroneamente recapitati a terzi...davvero molto ferrato in materia ed anche oltre
Ciao
in data 17-10-2014 22:08
Vi ringrazio entrambi dell'invito. Fondamentalmente si tratta di un recesso con compensazione materiale anzichè monetaria. La soluzione di Moria mi sembra l'ideale. In pratica la sequenza sarebbe il reso dell'acquirente a sue spese (non è certamente una non conformità e quindi nessuna garanzia, perché il problema è di misura ed il venditore non poteva in nessun modo garantire la correttezza della misura alle fattezze fisiche dell'acquirente) e la compensazione attraverso una seconda spedizione della merce, a carico naturalmente del venditore.
Infatti il venditore dovrebbe senza alcun dubbio rendere le spese di spedizione e quindi può semplicemente rimettere in gioco una seconda spedizione a sue spese limitandosi a compensare il resto con la merce nuova. C'è anche da dire che secondo le nuove disposizioni della legge italiana, il rimborso di spese di spedizione dovuto, dovrebbe essere equivalente all'importo minore delle varie possibilità di spedizione offerte all'atto della vendita. Ma che le spese di reso siano l'unico carico effettivo dell'acquirente è una cosa certa e che per il resto debba essere rimborsato o compensato.
La compensazione materiale, inoltre, non è assolutamente obbligatoria. Il rpfessionista potrebbe semplicemente rimborsare il recesso dovuto e basta.