in data 12-04-2013 13:09
In data 10.12.2012 ho acquistato e regolarmente pagato un tablet su E-Bay da un venditore registrato. Dopo meno di due mesi dall’acquisto, il tablet ha smesso di funzionare (il tasto di accensione non avviava più il dispositivo), e quindi, in data 23.02.2013 ho provveduto (preavvisandolo 'via mail') a rispedire al venditore l’oggetto (in quanto in garanzia) per il tramite di una Filiale di Poste Italiane, utilizzando il prodotto PACCOCELERE 3, assicurato per € 120,00 .
Alla restituzione, l’oggetto era integro, nella scatola originale, e corredato di tutti gli accessori ed inserito su apposito involucro di Poste Italiane.
Dopo due gg., ad avvenuta ricezione del pacco, il venditore mi ha mandato una mail, corredata di foto, nella quale attestava (a suo dire) che il tablet era pervenuto rotto (vetro anteriore incrinato) ed indicando altresì che anche la scatola di Poste Italiane (!) era stata recapitata rotta all’esterno (allegando anche di questa, la foto), e pertanto dichiarava la decadenza della garanzia.
Ho immediatamente ribattuto al venditore, non solo che l’oggetto era partito integro, e quindi con tutti gli estremi validi per la garanzia, ma altresì che in caso di danneggiamento esterno dell’involucro di Poste Italiane, avrebbe dovuto non solo informarmi ma altresì restituire SUBITO l’oggetto al vettore e non accettarlo se era rotto (oltretutto l’avevo preavvertito con mail che l'avrebbe ricevuto.....).
Ho concluso quindi indicandogli che avrei aperto una pratica presso Poste Italiane per accertare i fatti.
Dopo circa 15 gg. dall’avvenuta apertura della pratica a Poste Italiane (nr.2009019353) , ho ricevuto una telefonata da PP.TT. che mi diceva che loro avevano le foto prima della consegna, e che non c’era nessuna continuità con le foto del venditore in quanto l'involucro era stato riconsegnato integro al venditore.
Il giorno dopo, ho ricevuto nuova telefonata da Poste Italiane che mi richiedeva di aprire una pratica di reclamo anche sul proprio sito internet, in quanto la pratica telefonica non era sufficiente al proseguimento dell’accertamento. E così ho fatto, intenzionato a risolvere la questione.
Ad avvenuta apertura della pratica sul sito Internet di Poste Italiane, sono stato di nuovo contattato telefonicamente da Poste dicendo che al VENDITORE sarebbe arrivata da parte di Poste Italiane la modulistica per la denuncia, ma che se lui, il venditore, non avesse fatto la denuncia, io come acquirente non avrei potuto fare nulla ed avrei perso tutto : soldi, tablet e tempo.
Ho quindi provveduto ad informare di questo il venditore, e che avrei atteso da lui gli estremi dell'avvenuta denuncia per avere il rimborso da Poste Italiane, che avrebbe dovuto rimborsarmi se il venditore avesse avuto ragione sul fatto che il pacco gli era stato recapitato con lesione.
In data 2.4.2013 il venditore mi manda una mail in cui mi dice che la denuncia devo farla io, contravvenendo (pare) a quanto la stessa POSTE ITALIANE mi aveva confermato.
Il giorno dopo, ho inviato a Poste Italiane una ennesima nuova richiesta di chiarimento nel proprio sito internet (con il numero verde, non si riesce di fatto a parlare con un operatore, e comunque devo ogni volta rispiegare tutto quanto è successo...) Ho più volte inviato richiesta di aggiornamento a Poste Italiane tramite il loro sito internet, ma non mi rispondono più !!! Di fatto, sono l’unica parte lesa in questa situazione da cui non riesco ad uscire :
- Ho regolarmente pagato un oggetto, non funzionante dopo neanche due mesi ;
- Ho speso dei soldi per ritornare indietro il bene non funzionante ; da specificare che quando l’ho spedito, il
tablet era integro e completo degli accessori;
- Il venditore si tiene l’oggetto che ho acquistato e non intende ripararlo in garanzia, perché dice che l’ha ricevuto rotto (ma se anche la scatola era rotta, come lui stesso dice, perché non l’ha rimandata indietro?)
- Da Poste Italiane non ho più nessuna notizia
- Dopo il danno anche la beffa : quando ho replicato al venditore che avrei messo in atto tutte le possibili
azioni, anche giudiziarie, per tutelare i miei diritti per un oggetto regolarmente pagato e non funzionante,
mi ha minacciato di querela per diffamazione !
Mi dispiace ma non comprerò più nulla su E-BAY, non tanto per il funzionamento del sito, ma per le insidie che si possono nascondere nelle vicende collaterali all'acquisto nelle quali NESSUNO tutela le persone oneste come me che con trasparenza ha regolarmente pagato un bene non funzionante, altresi' trattenuto presso il venditore e non riparandolo benche' in garanzia, adducendo eventi non dimostrabili e palesemente non chiari nella dinamica, ed oltretutto minacciando di denuncia me, che in tutto questo sono la parte lesa.
Questa è l'Italia !
in data 12-04-2013 13:42
Prevedo che l'esito del tuo reclamo sarà negativo, Poste ci sguazza in queste situazioni.
Ti suggerisco di ricorrere alla Conciliazione :
oppure prima di rivolgerti ad una associazione di consumatori che poi probabilmente attiverà la conciliazione, naturalmente raccogli tutta la documentazione di cui disponi.
Ciao
in data 12-04-2013 13:51
Eppure la soluzione è semplice e ovvia.
Il destinatario (venditore) deve provare che la ricezione del bene spedito non è conforme.
Con tale prova (ammesso che riesca a provarlo) si attiva una richiesto di indennizzo alle PPTT.
Nel caso il destinatario (venditore) non fornisca le prove di aver ricevuto il bene non conforme, è tenuto ad adempiere alla garanzia obbligatoria per legge ed in caso di inadempienza può essere citato in giudizio, ed obbligato ad adempiere o rimborsare.
Ad ogni problema c'è una soluzione, basta fare uso delle normali procedure in vigore ed attenersi alle norme di legge che ne tutelano il diritto.
in data 13-04-2013 22:50
Ipotizzo: potresti essere incappato in un venditore disonesto, tipo quelli che se rispedisci con la posta prioritaria ti dicono che non hanno ricevuto niente e cosi' si tengno soldi e oggetto. Io sono incappato di recente in una vicenda simile con la restituzione di un oggetto dove il venditore ha cominciato subito a prendere mille scuse (puerili) pur di non rimborsarmi. Nel tuo caso, dato per scontato che tu hai imballato per bene il tablet, non escuderei che sia stato proprio il venditore a rompere l'oggetto se non addirittura a farti vedere un altro tablet rotto che lui si ritrovava per le mani. Dato che l'hai rispedito a lui suppongo sia uno di quelli cinesi vero? Comunque l'unica cosa che ti rimane è far valere l'assicurazione con le poste, dove almeno riprenderai una parte dei soldi.
E fatti restituire il tablet dal venditore (anche se ci dovrai rimettere la spedizione): se hai segnato i numeri di serie potrai verificare anche se si tratta proprio del tuo oppure di no. Io avrei anche fatto delle foto prima di spedirlo.