Buongiorno, un paio di giorni fa ho venduto un DVD Recorder tramite regolare asta. Nell'inserzione specificavo che avrei spedito con paccocelere 3. Una volta preparato il pacco il peso totale (tra cartone e imballi) è aumentato, rientrando nella fascia di costo successiva del paccocelere 3 (sopra i 3kg). Ho avvisato l'utente che probabilmente la spedizione sarebbe costata di più a causa del peso (4 euro in più). L'acquirente, che non aveva ancora pagato, ha preteso la fattura senza modifica delle spese di spedizione, che dice, in sintesi, che le devo pagare io. Ha inziato, con estrema arroganza, a dire che avrebbe pagato su PayPal tramite posta certificata PEC, usando il conto del suo studio legale (...vabbè), che gonfiare le spese di spedizione è pratica illegale e altre arrampicate sugli specchi... fino a minacciare feedback negativo. Io, che dei 4 euro mi interessa poco, ho allegato fattura originale, facendomi carico PERSONALMENTE di parte delle spese di spedizione. L'utente finalmente paga su PayPal, e io preparo il pacco. Successivamente, infastidito da questa storia, mi scrive (sempre con una certa arroganza, dimostrabile) che del lettore non gliene frega più niente, che se voglio posso anche spedirglielo, altrimenti posso tenerlo e annullare la vendita, che lui ne ha già comprato un altro nuovo direttamente in negozio e "sai cosa me ne frega del tuo lettore", dice. Secondo lui voglio gonfiare le spese di proposito (ma se la differenza la metto io! e poi c'è la ricevuta che testimonia quando spendo realmente!), non era neanche a conoscenza delle tariffazioni del paccocelere 3, convinto che si spedisse da 0 a 30kg a costo unico. Anche mostrargli le tariffe direttamente dal sito delle Poste è servito a ben poco! Ho cercato ripetutamente una forma di dialogo, anche perchè io ho il pacco pronto. Gli ho scritto nuovamente stamattina chiedendo conferma se volesse la spedizione o il rimborso e mi risponde "fai quello che vuoi". A questo punto, più che altro per evitare rogne successive, visto il personaggio, preferirei rimborsare e rimettere l'oggetto in vendita. Tra l'altro, nota a parte, dalle email sgrammaticate che mi manda tutto sembra meno che uno che lavora in "studio legale", chiusa parentesi. I feedback dell'acquirente non sono tutti positivissimi, e più di qualcuno ha sottolineato la sua arroganza e scorrettezza. Preferisco tutelarmi. La mia "paura" è solo quella del feedback negativo, avendone ancora pochi sarebbe una bella scocciatura. Come devo comportarmi? Grazie.
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