No, scusate, ma qui c'è un errore di base. Non è cosa vendi che fa l'attività, ma come vendi. Mi spiego: se io per campare vendo cose comprate da me, in modo continuo e con una organizzazione (ovvero lo faccio in modo professionale, nella accezione fiscale del termine), sono obbligato ad aprire la partita Iva e compagnia cantando. Non mi posso difendere dicendo che vendo roba mia: tutti quelli che vendono vendono roba loro, ovvero merce precedentemente acquistata. Ovviamente, se vendo in un anno 50 oggetti diversi (un tappeto, una caffettiera, fumetti, ...) posso dire che sto svutando la cantina, ma se vendo 50 tappeti SONO un commerciante di tappeti, e basta. Questo è chiaro anche leggendo gli arretrati ed i sagaci interventi di leone, e basta avere un pò di buon senso: io sono dott. commercialista, oltre che utente ebay, e se il tuo commercialista - qualunque sia il suo titolo, se lo ha, o studi fatti - non te la spiega così, allora è una zappa. Sono i primi 3 articoli del Decreto Iva, e se non li sa è proprio ZAPPONE! Poi va da sè che ognuno può fare ciò che vuole, come il piastrellista che non ti rilascia la fattura neanche se gli spari... Ma il consiglio in questa sede deve essere chiaro e onesto. Preciso - per tutti quelli che non lo sanno - che il Fisco è molto nervoso con queste situazioni: esempio lampante è il caso degli antiquari che provano a difendersi dicendo che vendono oggetti "propri" - e non acquistati per la rivendita - per tutelarsi dal "nero". Ma la prova la debbono dare, se ci riescono... chiaro che il salumaio che vende rosette con la mortadella non potrà mai dire che "sono della mia collezione privata", ma chi vende oggetti diversi... beh, la tentazione è forte, no?