Dopo gli usuali tentativi di risoluzione della vicenda esperiti al pari di tutti Voi, trascrivo la raccomandata inviata ai "vertici" delle Poste:
"Egr. Sig. Roma, 26 luglio 2006
MASSIMO SARMI
Amministratore Delegato
di POSTE ITALIANE Spa
Egr. Sig.
VALTER CATONI
Responsabile Divisione Espresso Logistica e Pacchi
di POSTE ITALIANE Spa
VIALE EUROPA 190
00144 ROMA
E p.c.
al DIRIGENTE del Gateway Internazionale
Via Leonardo da Vinci
21015 LONATE POZZOLO (VA)
IMPORTAZIONE PACCO N: - RIF.
Ritengo opportuno indirizzarVi la presente per le rispettive cariche esercitate in seno all’Amministrazione Postale, volendo evidenziare ai Vostri livelli il protrarsi di un grave e consistente disservizio alla cui soluzione non sembra essere dedicato il dovuto impegno, contrariamente a quel codice etico della società al quale viene invece data ampia evidenza.
Sarò breve nella esposizione dei fatti in quanto si commentano ragionevolmente da soli.
In data 7 aprile acquisto tramite eBay, da un venditore americano, tre vecchi orologi da tasca non funzionanti, per un controvalore di 53 $; trattandosi di modestissima transazione tra privati di oggetti usati non vi è stata emissione di fattura.
Aspetto l’arrivo del pacchetto, spedito via aerea, ma solo in data 15/5 mi viene indirizzata una lettera dal Gateway Int.le di Lonate Pozzolo con la quale sono richiesti riferimenti circa la transazione estera (cfr. allegato).
Rispondo via fax il giorno 19, ma da allora più nessuna notizia.
Un commento ironico merita la disponibilità dell’Ufficio a fornire telefonicamente ogni eventuale precisazione: ai diversi numeri indicati (ben 4) non ha infatti mai risposto nessuno!
Invio successivamente anche una e-mail di sollecito, ma purtroppo ha il medesimo esito: nessuno risponde.
Comincio allora a chiamare il numero verde di Poste Italiane al quale rispondono sì gli addetti al Call Center, ma in forma del tutto inconcludente; si limitano infatti a confermare che il pacco è fermo presso il suddetto Gateway, e che non è possibile effettuare alcuna azione diretta presso tale Ufficio.
E’ solo consentito avviare formale reclamo ed è quindi quello che ho fatto.
Nonostante ciò perdura il silenzio assoluto su quando potrò vedermi consegnato il pacco, anche se almeno settimanalmente chiedo aggiornamenti al Call Center, che fornisce una risposta sempre concordante: bisogna aspettare!
Così aspettando sono ormai passati tre mesi, un periodo di tempo che ritengo inammissibile per il disbrigo di una formalità doganale di minima entità come la mia; pur presente l’esigenza di esercitare una azione di controllo sull’importazione delle merci, questa, a mio parere, non può e non deve però penalizzare l’utenza con queste modalità.
Per quanto esposto Vi rivolgo un cortese invito a dare le necessarie disposizioni perché sia definita la spedizione in tempi che ormai mi auguro ristretti, in mancanza della quale non escludo il ricorso ad azioni legali per la tutela dei miei legittimi interessi.
Distinti saluti.
Dopo di che ho inviato una ulteriore e-mail a info@poste.it che riporta sostanzialmente il testo di cui sopra e conclude:
"Quello che io desidero sapere è il motivo per il quale dopo una così lunga attesa il Gateway non ha provveduto non solo alla consegna, ma anche a fornire una informazione, peraltro in ogni caso dovuta per rispetto del cliente, che alla conlusione dell'iter è chiamato a pagare per un servizio reso in maniera del tutto censurabile.
Per questi motivi ho ritenuto opportuno evidenziare la vicenda all'Amministratore Delegato di Poste Italiane e al Responsabile della Divisione Espresso Logistica e Pacchi.
Mi attendo perciò un seguito da VV.SS. che non sia una mera risposta di circostanza come quella a cui sto appunto replicando."
Ritengo utile che le persone che si trovano nella mia stessa situazione - credo numerose - intensifichino con simili modalità questa battaglia in corso contro questo fantomatico Gateway di Lonate Pozzolo.