BRAND CONTRAFFATTI NESSUN CONTROLLO
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in data 19-04-2017 04:29
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in data 19-04-2017 08:43
@class88 ha scritto:
Buonasera. Sono molto indignato. Sono un acquirente e venditore su ebay e negoziante di abbigliamento nella vita. Vedo continuamente in vendita da parte di venditori ADDIRITTURA CERTIFICATI DA EBAY VENDERE MERCE CONTRAFFATTA DI DSQUARED2, capi made in china anche di scarsa qualità venduta per originale, ed ho anche acquistato per appurare e portato all'azienda produttrice, ed assieme abbiamo con sconcerto notato che non è neppure possibile segnalare il tutto, situazione in italia ed ovunque assai ILLEGALE e nociva al mercato ed al mondo del lavoro. Perchè tutto questo???? Ebay come risponde a questo?? Io, una risposta ce l'ho, soprattutto nel vedere il tale SIG."X" essere venditore certificato!!!!! INDIGNAZIONE TOTALE. Mi toglieró da ebay, e sconsiglieró ai miei clienti l'utilizzo della suddetta piattaforma.
L'Azienda potrebbe, anzi secondo me dovrebbe, fare causa ad eBay per questi fatti, e la vincerebbe come è già accaduto per altri marchi famosi.
Strano che il produttore si sia limitato ad una sterile indignazione.
eBay sente solo la lingua dei soldi, quindi l'unico modo di toccarla è farle molto male al portafogli, una causa del genere potrebbe fargliene davvero tanto.
Giusti indignazione e sconcerto da parte tua (se ti va leggi questo thread così capisci anche come la penso io in proposito: Prodotti contraffatti ) ma dubito fortemente che il boicottaggio di pochi utenti sia altrettanto efficace rispetto ad una azione legale da parte del detentore di un marchio.
Ciao
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in data 19-04-2017 09:08
Solo una piccola aggiunta: se c'è una cosa che Ebay non fa mai in nessun caso e con nessuno, è "certificare" i venditori. Non esistono affatto queste certificazioni perché Ebay non vende nulla se non i suoi spazi tecnologici di utilizzo della piattaforma e non si assume proprio alcuna responsabilità, IN ASSOLUTO e lo scrive dovunque, sulle vendite che vengono fatte nel suo sito.
Lascia tutto alla gestione dei singoli che ci si iscrivono e che qui vendono. Il modo di segnalare esiste eccome, con il programma VE.RO., e credo che con questo paravento si siano messi un pochino al sicuro anche dalle cause dei grandi marchi che li citino in giudizio per questi fatti, anche se a mio parere non del tutto ed ancora potrebbero rischiare cause del genere.
Il marchio, se vuole, può tentare questa via per potersi difendere da queste vendite fasulle.
Il boicottaggio invece è una cosa del tutto inefficace qui in Italia. Non esistono utenti che possano fare da collettori talmente grandi da portare grandi masse di persone a rappresentare una protesta effettiva contro Ebay.
La tua iniziativa sarebbe equivalente all'effetto di una goccia sul mare ahimé.
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in data 20-04-2017 01:01
Scusate. Ma sono, INDIGNATO!! Faró in modo di spingere a chi di dovere. Se contasse. Ma temo nella storia di Davide e Golia, anche se, allora Davide la vinse...
Salute a tutti.
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in data 20-04-2017 09:47
Io capisco perfettamente il tuo pensiero e non approvo affatto il contraffatto. Ma la riflessione da fare è triste ma evidente.
Sia chiaro che quanto sto per dire non è una sorta di approvazione ma una semplice constatazione dei fatti.
L'illogico sta alla fonte. Non è Ebay in quanto tale che costituisce un veicolo per questo genere di vendite, ma è la situazione di per se stessa che rende la cosa un fenomeno tangibile.
La contraffazione è un fenomeno ben esterno ad Ebay. Tu stesso dici di vedere questo genere di cose sulle spiagge, e se non ci si volta dall'altra parte, pur essendo io personalmente poco sensibile ai grandi brand di abbigliamento originali (non me ne servo volentieri e solitamente non li ricerco. Non posso dire che invece sia come me la mia attuale consorte che, in tempi più giovani, ha proprio lavorato in quei settori prima di fare tutt'altro), naturalmente mi rendo conto che l'invasione della contraffazione è diffusa.
Ma dicevo che è un fenomeno chiaramente esterno e quindi, Ebay, è semplicemente un luogo virtuale che coloro che smerciano tali merci tentano di invadere esattamente come invadono le spiagge o le strade utilizzando come vettori spesso degli stranieri che vengono in Italia e sopravvivono proprio facendo questo (tendenzialmente, anche se non completamente, li capisco ma non riesco comunque a scusarli nonostante tutto).
Ma il fenomeno è malato dall'inizio e proprio tu dai un importante spunto su questo quando dici che il brand, a te che rivendi, ti impone un prezzo di vendita a 750,00 euro per esempio. Questo è il vero problema!
Quando aziende produttrici di beni al consumo come questi, investono non sul successo dei loro capi e della loro qualità ma sul marchio e sul desiderio degli altri di averli, fanno speculazione.
Costituiscono delle impalcature di mercato che sono sempre tendenti verso l'alto ed hanno il serrato e preciso scopo di fatturare su questo è basta. Non sul loro lavoro, non sul loro prodotto ma sul loro marchio!
Questo è inaccettabile, a livello di pensiero assoluto, in ogni senso. Non può essere normalmente accettabile che un marchio come LV, per esempio, produca borse che arrivino a costare anche 5.000,00 euro! Non ha alcun senso né giustificazione commerciale né di mercato reale.
Cosa fanno quindi questi produttori? Tentano di verticizzare sempre più il mercato facendosi guerra non sulle qualità, ma sui brand, sulla loro "originalità" e questo tendono a vendere piuttosto che qualità. Poi hanno ben gioco a dire che tali livelli di prezzo devono essere mantenuti per l'indotto, per i lavoratori del settore, per i rivenditori quando in realtà tutto questo castello di carte è costruito esattamente da loro e per loro volontà, sfruttando le anomalie del mercato libero senza rispondere a normali leggi della domanda e dell'offerta, ma bensì imponendo la legge della moda e del suo alto prezzo del tutto artificiale.
Questo un mio personalissimo pensiero naturalmente, perché sò bene che ci sono persone che su questi beni ne fanno professione, come te del resto, e che non sono per nulla responsabili di questo sistema e spesso ne fanno semplicemente parte, loro malgrado.
Ma tutto questo è il peccato originale e crea il concetto di contraffazione. Se esiste chi vuole costruire il vertice artificiale dei brand, esiste anche chi a questo reagisce con la contraffazione, con la mistificazione e con l'abbattimento del prezzo, sfruttando sempre lo stesso motus, ovvero il desiderio della gente di avere quel marchio, e non "quella qualità" o "quel tipo di prodotto".
Sia chiaro che chi genera contraffazione non lo fa affatto con spirito missionario o calmieristico, ma bensì con spirito perfettamente criminale e criminogeno, per l'arricchimento facile scorretto e generando potenti disfuzioni di mercato e di impiego. Quindi sono semplicemente criminali da non appoggiare in nessun modo. Loro e coloro che li appoggiano e li sostengono.
Ma apprendere che ci sono intere nazioni che su questo genere di azioni ci fanno mercato ed economia crea una profonda tristezza in primis, ed una profonda rabbia.
Se non si vedono interventi di tutela nelle spiagge o nelle strade dove la polizia non interviene, i comuni non si lamentano e la gente acquista (eccome se lo fa!) come si potrebbe sperare che sia invece Ebay a potere intervenire in questa lotta senza quartiere?
Guidato da mia moglie ho imparato a riconoscere talvolta dei modelli di borse di marchio anche a vista e non credo che esistano in giro talmente tante borse femminili "originali" di brand improtantissimi e costosissimi come le vedo io. Oggetti che costano ben più di quanto io percepisca con il mio lavoro ogni mese ed in quelle quantità? Inverosimile. E quindi contraffazione in ottima quantità, ma l'importante è esporre il marchio in giro all'occhio del profano.
Ecco il vero male ed ecco anche il perché della contraffazione. Ma le responsabilità io credo che vadano condivise in molti, e tutti coloro sono partiti con principi ed azioni sbagliate. Produttori originali inclusi.
Scusa il discorrere che poi centra poco con il motus del tuo post.
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in data 21-04-2017 01:41
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29-04-2017 14:58 - modificato 29-04-2017 14:59
Anche se hai ragione bisogna tener presente che molte fabbiche italiane anche blasonate si affidano all'estero per realizzare i capi di abbigliamento.infatti alcuni giorni fa ho acquistato 2 paia di pantaloni di una nota marca italiana che riportava il made in Italy, per poi scoprire in un etichetta piccolissima la scritta Made in Bangladesh
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in data 02-05-2017 11:19
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in data 03-05-2017 13:01
Saranno 30 anni che sei nel mondo dell'alta moda ma mi sa che hai vissuto con i prosciutto negli occhiCome hanno fatto vedere l'altra sera in TV in cui gli orientali facevano in provincia di Caserta i prodotti venduti da una nota casa blasonata a 39-40 euro per maglietta quando le stesse magliette venivao pagate agli asiatici 0,90 euro cd
